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Alzi la mano chi non è cresciuto a suon di

“se fai il cattivo la befana ti porta il carbone”

che poi è l’equivalente dell’irrinunciabile

” se mangi tutta la minestra (e dunque fai il bravo) la mamma ti porta a passeggio”

a coronare la visione di uno sguardo che si limita imperterrito, a dividere il mondo in buoni e cattivi. In giusti e sbagliati.  In illuminati e fulminati.

A nutrire quel senso di separazione e smarrimento che sono alla base di una visione duale del mondo e dell’esistenza tutta.

Peccato nessuno ci insegni che il carbone, il piombo degli Alchimisti, è decisamente più propiziatorio delle caramelle tutto zucchero e voluttà – nella misura in cui decidiamo di piantarla con il dividere e dividerci e iniziamo seriamente a trasformarci.

Il carbone: l’essenza primaria di tutto il nostro materiale psichico pesante espresso in emozioni di bassa leva, pesanti come l’ira, la gelosia, la tristezza, l’invidia e il rancore, massicce come il piombo della depressione.

Emozioni tossiche che come insegna la psicologia del daimon arrivano a sanarci, a conoscerci, a guarirci. A sentire che la nostra potenza è nella danza di luci e ombre, nel gioco di forme “buone e cattive” che agiamo per ri-cordarci che noi siamo e sempre saremo l‘ essenza, il contenuto. La sostanza indefinibile e mai confinabile.

E dunque ben venga il carbone quando ri-conosciuto come ponte tra il manifesto e il non manifesto, tra irreale e reale, tra luce e oscurità.

Solve et coagula è la regola d’oro dell’Alchimia e l’Epifania arriva a ricordarcelo sfrontatamente.

Dal greco ἐπιφαίνω, (epifàino – epì – dall’alto e phànein apparire, brillare- l’ apparizione dall’ alto) che significa “mi rendo manifesto“) dal cui il  sostantivo femminile ἐπιφάνεια, epifàneia (manifestazioneapparizionevenuta, presenza divina), l‘Epifania, pregna di simbolismo alchemico, arriva a chiudere la comprensione del senso ultimo del Natale con una domanda ben precisa: ” presa coscienza di essere divini, creati ad immagine e somiglianza di Dio,avremo mai il coraggio di manifestare e rivelare al Mondo una qualità animica che ci richiede un altissimo senso di responsabilità?

Prima di esplorarne il senso, partiamo da quanto ci è stato tramandato: qual è il legame tra la vecchia che porta i doni ai più piccoli e i misteriosi Re Magi che diretti a Betlemme, offrirono a Gesù Bambino oro, incenso e mirra? Una leggenda narra che i Magi, diretti a Betlemme con i loro doni speciali, si fermarono a chiedere informazioni a un’anziana dopo aver smarrito la strada. La vecchia signora però,nonostante il costante richiamo dei Magi affinché li seguisse per far visita al Bambino, restò ferma, salvo poi pentirsi poco dopo e decidere di mettersi in cammino con un cesto di dolci per cercare i Re.  Ma non li trovò e a quel punto decise che avrebbe fatto una sosta in  ogni casa lungo il suo cammino, donando qualcosa ai bimbi sperando di riconoscere in uno di essi, Gesù.

Hai voglia di andare oltre? Se sì, partiamo dalle basi e ripercorriamo gli archetipi più funzionali alla tua ricerca interiore.

I RE MAGI  non si incamminano perchè vedono una stella, ma la vedono perchè si mettono in cammino.

  • L’importanza di una guida

L’intento primario dei Magi è raggiungere Gesù bambino e rendergli omaggio: niente è più importante di questo per loro.

E per noi? Quanto può essere importante ri-scoprire, manifestare le qualità di Dio in noi, concedergli spazio per esprimersi e sì, omaggiarle perchè rappresentano il viatico della nostra evoluzione?

Potresti obiettare: sì ma io non sono credente. Bene, ottimo. Giacchè, come non mi stancherò mai di ripetere, la religione non c’entra proprio niente. Poco importa se in questa fase tu non creda alla vita del Cristo quanto piuttosto che tu sia disposto a leggere dietro le trame di questi potentissimi archetipi a disposizione.

I Re Magi per esempio, ci consegnano un archetipo potentissimo con il loro carico di simbolismo : sono degli Alchimisti per definizione ricordando, nella loro natura di “Re” e di “Mago” il potere di creazione della nostra realtà, illimitato e indefinibile a patto di ri- connetterci con la nostra natura divina.

Il Mago è in ognuno di noi. Il Mago è dentro. Ma quanto siamo disposti a lasciar spazio all’immaginazione? – “ In me mago agere”  è la sintesi del nostro potere di creare una nuova realtà a patto di lasciar andare tutto quel groviglio di etichette, definizioni e falso sè in cui ci siamo infilati addormentandoci sempre più.

  • LA  STELLA LUMINOSA

Già, proprio : splendente, luminosa, abbagliante. L’archetipo della via verso la conoscenza che illumina. La stella  della nostra intuizione, della nostra  direzione. Della nostra più alta visione.

Poco importa se ci perderemo, poco importa quale via impervia imboccheremo. Ciò che conta non è tanto la mappa, quanto il territorio, il tesoro, la  Casa a cui  fiduciosi ri-torneremo.

E questo i Magi, lo sapevano bene. Pur affrontando disagi e imprevisti, nulla li ha fermati nel viaggio verso Casa: armati di grande motivazione, impegno e devozione hanno percorso migliaia di chilometri per “ri-trovare il senso”, per ri-trovare Dio e la differenza l’ha fatta proprio lei, la Stella, la fiducia incrollabile nella direzione da seguire.

  • LA DEVOZIONE APPASSIONATA

i Magi erano dei sapienti, si legge nel vangelo di Matteo. Degli esperti studiosi del cielo. Degli astrologi. Uomini umili ma appassionati. Si potrebbe osare definirli  “ossessionati” dal cielo, dalla direzione, dalle stelle, dalla visione. Uomini pronti ad azzardare milioni di domande pur di  guardarsi dentro e presentati dall’evangelista Matteo come uomini che per trovare Dio sono disposti a tutto. Non si curano del pericolo e dei disagi del viaggio perchè sanno che la fede cieca nella Via, nella direzione,  li porterà a destinazione, costi quel che costi.

Facciamo un bel check dentro di noi:

quando ci affanniamo per portare i soldi a casa, quando ci raccontiamo che senza quel ruolo non siamo niente, quando ci violentiamo di competizione nel raggiungimento di non si sa cosa, qual è la Stella che ci sta guidando?

Qual è la tua  più grande passione? Da cosa è ossessionata la tua mente?

A cosa sei devoto nella ricerca del senso ultimo di te e della tua vita?

In quale ambito si muove la tua dedizione assoluta?

No, non si tratta di di quello che fai, della strada che hai imboccato e delle strategie, delle pianificazioni e di mille altre diavolerie con cui ti stai mettendo in gabbia. Piuttosto, qual è la tua direzione?

Che cosa stai cercando, costi quel che costi?

Cosa ti tiene sveglio di notte?

  • LA VIA

Conoscere la propria direzione non equivale a sapere quale sia la strada da percorrere.

Tutto ciò che conta è essere disposti ad affrontarlo.

I Magi per esempio erano degli fan delle domande. Quelle potenti, quelle che non temono di conoscere la risposta. Per questo, non hanno esitato a chiedere aiuto.

Quante volte lo facciamo noi?

Quante volte hai avuto il coraggio di ammettere di aver bisogno di un’indicazione?

Ma sii vigile perchè di questi tempi il pericolo è in agguato : nessuno potrà consegnarti in mano la tua Visione, il senso ultimo della tua missione. Nessuno può impedirti di inciampare, nessuno potrà risparmiarti a suon di “tecniche salvifiche”, pratiche millantatorie e specchietti per le allodole, quelle fermate, per quanto dolorose- che la tua Anima ha scelto di compiere inq uesto cammino.

Ma tu, fidati di Lei che ne sa molto più del nostro piccolo ” io”. Chè niente è venuta a fare senza che serva a trasformare.

Perciò ascoltati e osservati. Pratica un sano discernimento e poi scegli quella Guida che pensi ti possa aiutare con delle indicazioni autorevoli che non sono il tuo percorso, ma una mano complice che afferrando la tua,ti mostra come compierlo in assoluta autonomia.

Per esempio i Magi, chiedendo aiuto, sono inciampati nelle indicazioni minacciose di Erode che li manda “fuori strada”. Sarà un Angelo ad ammonirli di prestare molta attenzione diffidando da Erode. E’ quel che accade quando caschiamo nelle trappole della spiritualità. Sull’argomento ho scritto questo un ebook che puoi scaricare qui : le trappole insidiose lungo un cammino spirituale- 5 passi per evitarle.

 

  • I DONI offerti

Non doni a caso, ma proprio quelli che ci ricordano la nostra triplice natura regale, divina e umana che in noi coesistono  simultaneamente accompagnando il nostro viaggio terrestre e scandendone le tappe.

Oro : l’oro alchemico, il glitter della conoscenza che libera . Nel linguaggio alchemico rappresenta  la materia che ha raggiunto la sua massima evoluzione, e cioè il metallo che dal più grossolano, il piombo, si è trasformato in qualcosa di raffinato, simboleggiando il passaggio dalla materia grezza a quella sublimata nello spirito.

L’incenso: il fumo profumato che si eleva in cielo, rappresenta lo spirito di Cristo che sale al Padre ad indicare l’allegoria della materi che si innalza in cielo già purificata col fuoco.

Non è un caso che nella tradizione cristiana e in quella orientale,  l’incenso serva a purificare, a liberare gli ambienti stagnanti di energia tossica rendendoli più puliti e leggeri.

Purificarsi è possibile però a patto di chiudere con il passato, risanando quelle ferite psichiche che ancora sanguinano.

Ed ecco che la mirra  in quanto  resina,  assolve proprio a questa funzione di cucire le ferite, siano esse fisiche (si usa per le emorragie e  si cosparge sulle ferite aperte) o psichiche.

E’ molto interessante che ciascuno di questi doni, caratterizzato da un colore specifico, sia associato ad una delle fasi alchemiche di trasmutazione dell’io (albedo – nigredo – rubedo)

Quale sarà il tuo prossimo passo per ricordarti la tua responsabilità di manifestarti in tutte le qualità divine che dimorano in te?

Non pensare a buoni propositi, obiettivi e risultati che si trovano puntualmente al di fuori di te: capovolgi il paradigma, ambula ab intra come dicono gli alchimisti, lavora all’interno:

Chiediti quale è la tua direzione.

E se credi di non averla, come puoi affinare lo sguardo e trovarla? Esistono delle qualità specifiche -animiche, che possono darti una grossa mano a ri-conoscerla per ri-tornare a casa.

Crea lo spazio, togliti di mezzo. Se ti ri-cordi di non avere confini, cosa hai finalmente il coraggio di ammettere in tutta onestà a te stesso?

Fai silenzio e alza lo sguardo. La tua Stella è proprio lì.