Arresto di Gesù – Immagine da Wikipedia.

 

Può trattarsi dell’Amica con cui ti sei scambiata la pelle e il sonno, ma anche quella con cui ti sei limitata a poche chiacchiere e un caffè.

Può trattarsi del collega che hai incontrato con gli occhi della benevolenza e della fiducia e che alla minima distrazione ti ha sferrato lo sgambetto con cui hai creduto di misurare il tuo fallimento professionale ;

può trattarsi del parente a cui hai aperto le porte di casa tua per poi ritrovarti con il divano sporco di invadenza spicciola e meschina;

e può trattarsi altresì del partner che hai creduto un Angelo prima di scoprirlo impunemente un serial Killer emozionale mancato.

In un caso e nell’altro ti sei sentito tradito, profondamente umiliato, fortemente provato: hai incontrato il tuo Giuda traditore e sei arrabbiato oltremodo per  il fianco che gli hai prestato.

Sei accecato dal dolore, dalla rabbia, dallo sconforto. Ti senti in colpa perchè lo spiritualista in te ti suggerisce che è sbagliato provare rabbia, giudicare, sentenziare e che tutto quel che dovresti fare è sempre e solo perdonare, chè poi con la tua coscienza, in pace non ci sai stare.

Ma se solo qualcuno te l’avesse detto prima che sarà proprio il tuo “nemico”  ad insegnarti ad Amare. E non sarà sempre facile riconoscerlo giacchè la tua prima reazione sarà certamente quella di attaccarlo, di accecarlo, di demonizzarlo, di denigrarlo, illudendoti peraltro di allontanarlo.

Fintanto che passata la tempesta del momento, il tuo sole vivrà la stessa turbolenza se non peggiore nel cielo della tua mente e tu la chiamerai disgrazia e sopraffazione quella che in realtà è la tua più grande benedizione. Proprio come la figura del Giuda Iscariota nel Vangelo che non solo non è “traditore” nel senso comune del termine ma è anche il discepolo cruciale per la figura del Maestro di Nazareth che proprio grazie a lui, raggiungerà il suo scopo.

“Sarai maledetto per generazioni, ma regnerai su di loro” – gli dice Gesù.

Quando il tuo “Giuda” si manifesta, la prima cosa che farai sarai escludere di averlo ardentemente richiamato ed eletto “maestro” della tua esperienza di dolore. Ti sembrerà inaccettabile e paradossale perchè troppo poco bucolico nel ruolo del copione che sei venuto a recitare.

Ma lui è il tuo “amico speciale”, quello che non riconosceresti come tale perchè vestito da criminale.

Lui, ha un mandato vitale perchè ogni tua ferita è venuto a mostrare.

A che serve prendersela con lui se proprio tu quell’incarico gli hai voluto dare?

In che modo ti starai chiedendo il tuo Giuda è venuto a rappresentare le tue più profonde crepe?

Facciamo un esempio:

  • chi ti “ruba” un portafogli, un progetto, un’idea mandando in frantumi il tuo fallace equilibrio psichico di carta pesta è venuto semplicemente a mostrarti quanto soffocante sia il tuo attaccamento a fatti, cose, persone, concetti;
  • il partner che ti tratta con superficialità, non curanza e ti serve su un piatto d’argento il ricatto del silenzio al sapore d’acre abbandono è venuto a farti vedere da quanto tempo immemore tu non ci sia per te stesso e di tutta probabilità, non ci sei mai stato;
  • l’amico che ti ferisce e ti infervora arrogandosi il diritto di sentenziare il tuo modo di “sentire” e d’amare stendendoti il decalogo di come in quell’occasione ti saresti dovuto comportare , ti sta donando un modo per realizzare quanto senza il tuo critico interiore, forse, non ci sai ancora stare.

Cosa può aiutarti allora?

Io, conosco una via infallibile: assumerti la completa  responsabilità di tutto ciò che ti accade. Senza se e senza ma. Solo questo, supportato da un intenzione alimentata ogni santo giorno dal fuoco della volontà, creerà miracoli nella tua vita.

Del resto, sei un mago e sei venuto a fare magia vero?

Ama appassionatamente il tuo Giuda. Rinuncia alla trama così tanto speciale in cui “tu sei tu e nessuno ti deve toccare perchè tu vali“. No, il più delle volte, tu non lo sai affatto che vali in barba a fiumi di libri, corsi e infinite ore trascorse imbalsamato nella tua intoccabile meditazione.

Piangi tutto il tuo dolore per il colpo che sei venuto a sperimentare, urla la tua rabbia e poi, vattela a sposare. Amala perdutamente, rendila partecipe, falla entrare in quel circolo vizioso che ti ostini a voler controllare. Accorgiti di quanta meccanicità permea ogni tua reazione. Porgi l’altra guancia, quella della presenza. Semplicemente, accorgiti.

Un reale cambiamento si ottiene solo quando ci sforziamo di amare (non fare smorfie, non ho mai scritto che sia facile) quel qualcosa o qualcuno che prima hai detestato.

ama i tuoi nemici e prega per i tuoi persecutori propone, magistralmente Gesù, uno dei Maestri di Risvegli più autorevoli di ogni tempo.

Il tuo nemico non si farà scrupoli a sferrarti il colpo. Il dolore ti farà male, ma un giorno, sono certa lo potrai solo che ringraziare. Solo dopo, perdonare.

«Cos’è il perdono?» gli domandai.
Ed Eckhart mi chiese: «Cosa sarà di quell’avvenimento fra mille anni?».
Sentii quella storia sbriciolarmisi dentro, come ridotta in polvere dal tempo.
«Allora perché non Adesso?» mi chiese. Marina Borruso. “L’insegnamento di Eckhart Tolle”.

E intanto che si fa?

Comincia. In silenzio, umile. Altrimenti, raccontati una scusa.

 

 

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