C’è un aspetto stupefacente del dolore VERO, che mi attrae sempre:

spaccarti in due come null’altro al mondo.

In due se ti va bene, altrimenti, in mille pezzi.

Ed io, propendo per la seconda: c’è ancor di più da fare e per un’alchimista che si rispetti, un’occasione da non lasciarsi proprio scappare.

🔥Il dolore forte è un’occasione sempreverde per chi davvero la sa cogliere nel presente : esserci in ogni fibra mentre si manifesta e brucia tutto ciò che resta.

Cosa, nello specifico?Ciò che se prima serviva già poco, ora non serve proprio più.

🔥Il Dolore intenso è un Dono ma coglierlo è per pochissimi e rarissimi portatori del Fuoco: quelli che sanno vegliare nel frastuono.

Quelli che sanno cogliere la manipolazione dietro il sorriso di chi si veste da “buono”;

quelli che realizzano che il miglior dono per l’altro è lasciarlo al suo destino, senza intervenire e interferire nel suo cammino.

🔥Il dolore acceso è un portale infiammato: il coraggio di attraversarlo è l’iniziazione per un nuovo Viaggio.

Solo un pellegrino sul sentiero del discepolato sa che dovrà affrontare un passaggio molto delicato:

𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐚𝐭𝐨.

Ieri mi è stato chiesto:

“𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑜 𝐹𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎𝑛𝑎, 𝑎 𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑜̀, 𝑚𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑐𝑐𝑎𝑡𝑜!”

Ebbene Fratello, sappi che il peccato più GRANDE è tradire te stesso.

C’è qualcosa che secondo me non stai osservando : non è mai l’altro, ma sei tu ad essere ancora agganciato al suo passo.

Forse, hai bisogno di sentirti ancora validato, cerchi conferme e ci stai male se senti mancare la tua dose di consenso quotidiano.
Dipendi da un like che non è mica quello facebookiano (o non solo).

Questo non vuol dire amare di meno sai?
Semmai, amare meglio.

Abbi cura della tua energia personale, non darla in pasto ai lupi, ma allenati per andarli a stanare.

Non dovrai seguitarli, ti basterà semplicemente, in silenzio, osservare.

“𝐸 𝑡𝑢 𝑐𝑜𝑚𝑒 ℎ𝑎𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜/𝑓𝑎𝑖?”

Anni ,intensissimi , di lavoro interiore serio, indefesso, infaticabile, continuativo.

Tutto ciò che proprio chi necessita urgentemente, non farà mai, lo so. Perchè avrà sempre da vuotare il sacco con chi senza aver issato una regola o un confine, legittimerà lo scarico del barile.

Tu, se lavori su di te lo sai però e non hai più scuse: fissa un confine.

𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐭’𝐚𝐦𝐦𝐚𝐥𝐞𝐫𝐚𝐢.

O forse, è già successo giacchè la malattia non è solo quella che ti costringe a letto,sai?

Anzi, la peggiore, è quella viscida che ti striscia addosso e ti frega al tuo stesso cospetto perchè tu sei così incredibilmente distratto che stai dormendo.

Che darei per risentire la voce di mio Padre che per anni m’ha inseguito con : 𝗙𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮̀, 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗶, 𝗙𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮̀, 𝗮𝗽𝗿𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶! 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘁𝗲 𝗹𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗼̀ 𝗱𝗶𝗿𝗲!

Che potenza. Ed evidentemente, non era mai abbastanza.

Mi manca la sua voce, non il monito che ormai è scalfito con il fuoco dentro di me.

Gli occhi sì, li devi aprire e non perchè” il mondo poi ti mangia”i ma perchè il rischio è che sia proprio tu, con le tue stesse mani, a fare fuori te stesso.

Ricorda questi passaggi:

– osserva per osservarTI;

– evita di pisciare addosso a te stesso e agli altri, smazzati da solo i tuoi malanni, è tempo di crescere e DIVENTARE adulto, non infognare con le tue lamentele gli altri;

– accetta di non poter giocare a fare l’eroe combattendo contro quella gabbia mentale che tu stesso continui a creare: CHIEDI AIUTO, non puoi fare da solo, ti serve una guida seria, solo dopo aver conosciuto le tue ali puoi spiccare il volo. Per fare questo però devi saperlo, servono A N N I. E anche di più;

segui una via, un percorso, una strada, sii umile e mettiti a lavorare. Non stressare con le tue manie di grandezza gli altri, accetta che non sei capace di amare ( ma credi fermamente il contrario).

Lo so, fa malissimo l’idea di non essere il personaggio che ti sei creato. Per qualcuno diventa liberatorio, per qualcun altro un inferno, fratello.

– punta alla precisione, alla cura e all’armonia. È terribile vivere da cafone. Il cavernicolo è un dramma per la società come diceva il mio Papà.

Occhio: 𝐩r𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 – 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞-.

Te lo dico perchè ci sono passata, ci sono cascata per anni e credimi se ti dico che mi sono fatta un sacco male. Non importa, poi passa.
L’importante è lasciarsi attarversare.

La mia vita è cambiata drasticamente così, anni fa.

“𝐴ℎ 𝑒𝑐𝑐𝑜 𝑒 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜? “

Da nessunissima parte fratello.
Capisci perchè quasi nessuno vuole salire su questa nave bordello?

È troppo difficile lo so.

Però è bellissimo. È per questo che io non sono mai scesa.

Sì sono stata tentata di farlo più e più volte.

Però poi sono sempre stata, GRAZIE A DIO, depistata e da lui presa per capelli tutte le sante volte, e sul mio sentiero di Luce, di nuovo rimbalzata sventando perdizione e tentazione.

Ed è ciò che dopo anni è successo di nuovo.
Perciò ti ripeto: non c’è prova più GRANDE di un immenso dolore. È questo il virgulto di ogni crocifissione.

Per ogni morte vissuta bene, il premio di una trasformazione.

E allora, Imparara a MORIRE BENE fratello.
Non c’è altra Via.

È un’Arte, saper morire.
È un’ Arte, saper VIVERE.

Scegli se vuoi ri-svegliare l’Artista che sei o perire da fetente.

Io voglio morire da sveglia ma questa è la strada meno battuta e devi fare i conti con la solitudine che poi è una cosa bellissima se sai amarla e rispettarla.

Non ti curar degli altri, i morti seppelliscono sempre i loro morti.

Dai, datti da fare, come diceva mio Padre.

Con Ardore,

Floriana