
Gurdjieff dichiarava che l’illusione suprema dell’uomo è la sua convinzione di poter fare: tutti pensano di poter fare, ma nessuno fa niente. Tutto accade.
L’ho letta tantissime volte questa frase e solo negli ultimi anni ne ho SENTITO perchè VISSUTO IL SENSO.
Da tempo ormai e in special modo dopo la pandemia, la richiesta nella relazione d’aiuto è triplicata: la vita frenetica , l’uso smodato dei social network, la digitalizzazione e dunque l’iperconnesione che ne è derivata hanno contribuito enormemente a disconnetterci da noi stessi.
Sono sempre di più le persone che si danno a “percorsi spirituali”, scuole di meditazione, corsi di crescita personale e di motivazione ciò che però in pochi dicono è che:
- quanto più alta è la voglia di conoscere più approfonditamente se stessi tanto più alta è la possibilità (e il rischio) di perdersi.
Perchè questo accade?
Avere “una propensione” all’indagine del proprio mondo interiore, NON è, in nessun modo, un passpartout per ritenersi sveglio.
Spesso sono i dolori, le crisi esistenziali, i dubbi onnipervasivi a far scattare la miccia del “volercela fare” (esattamente poi, a fare cosa?) ma il punto è che qui si gioca un pericolo GRANDE:
– 𝐫𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 con tutte quelle parti di noi che senza rendercene conto crocifiggono e ingabbiano la nostra reale Essenza.
Vederle può far male, malissimo.
Avere il coraggio di starci veramente dentro è l’inizio di un percorso profondissimo, iniziatico e molto poco democratico.
Svuotato di morale e insindacabilmente lontano da entusiasmi facili, semplicemente, NON è per tutti.
In un mondo in cui tutto è sempre possibile, disponibile, pronto all’uso, ogni aspetto del nostro vivere viene incluso.
La spiritualità non sfugge minimamente a questo abuso. Se un tempo però si tendeva a mettere alla berlina la new Age, adesso , sottilmente , è possibile vedere quanto la presunzione e la perversione di aver abbracciato l’illuminazione sia ormai dilagante anche in circoli e ambienti insospettabili-
Questo non deve smarrire: è contemplato , fa parte del processo ed è proprio l’anticamera del discernimento.
Ha senso, prima di mettere in pratica il buon senso.
Alcuni, devono proprio farne esperienza, cercarsi, perdersi e credere di ritrovarsi nei sermoni degli altri.
Nei proclami di “chi sa”, “ha raggiunto, tutto capito e ottenuto “.
Tutto questo non è quasi mai un passaggio consapevole: come può infatti, chi non ha maturato la benchè minima consapevolezza di sè e del proprio funzionamento prendere coscienza di essersi addormentato ancor più profondamente?
Il dolore, il senso di estraniazione rispetto a tutto ciò che si muove in questi tempi che talvolta fanno orrore, portano a cercare disperatamente una soluzione.
Questo non accade a tutti perchè non tutti in questa vita , sono chiamati a un certo tipo di evoluzione, infatti , il primo passo attuato per fuggire è quello della distr-azione:
1) gossip, odio dilagante a mezzo social, pattume televisivo, induzione allo shopping compulsivo, programmazione incendia neuroni e manipolazione mediatica sono solo alcuni degli esempi che la matrix conosce molto bene per colpire e affondare al bisogno di tanta alienazione.
Come conseguenza naturale, si sarà raggiunta una nuova forma di assuefazione.
2) Chi sente una sincera spinta a voler uscire dai propri drammi esistenziali, si mette sì in cammino, ma non avendo punti di riferimento stabili, tra una lettura, un corso o un percorso in cui vengono vendute a cifre esorbitanti realizzazioni di coscienza ed illuminazioni varie ed eventuali che neanche Eckart Tolle “alle prime armi “rischia di finire in una nuova gabbia.
– Non di rado, il ricercatore cade vittima di un numero enorme di miraggi, che occorre sapere riconoscere e affrontare. Scoprire le illusioni che incontriamo sul cammino può essere scoraggiante, ma rende possibili realizzazioni spirituali che prima ci erano precluse.
– Il rifugio nella spiritualità assolve ad una funzione importante, un meccanismo di difesa che aiuta a proteggersi dal confronto più grande:
CHI SONO, davvero, IO ?
Fondamentale da ricordare :
– non c’è una risposta a questa domanda che puoi raggiungere con la mente razionale;
– a stessa mente razionale non ce la fa a stare con “il vuoto di risposta” ed è qui che si inizia a “indagare” davvero il proprio funzionamento;
– non ci sono scappatoie, ci si fa il mazzo, non si scappa.
Ne vale la pena?
Scoprilo, se vuoi davvero diventare un essere umano libero, sentire il peso delle manette che non sapevi di avere può lasciarti qualche livido, lo stesso che di tutta probabilità finirai con l’ amare e tantissimo, ringraziare.
Nel mentre, ricordati che non sarai mai solo perchè quando hai detto -Sì- a questo cammino, e lo hai detto con il cuore, non di certo a parole, non devi sforzarti più di tanto, è la vita che ti schiaffeggia.
E’ la vita che ti sveglia.
Solo allora, ti renderai conto puoi dormire sereno ancora, ma da SVEGLIO.
Non perderti d’animo. Non sei solo , ma se così ti ci senti, puoi scrivermi cosa ti accade inviandomi una mail qui: floriana@florianamaraglino.it.
Nelle vostre storie amo scovare i talenti , le fioriture e la forza guerriera che non sapete ancora di avere.
