
La vera Fede, intimamente vissuta, a ben vedere , non riguarda qualcuno, tantomeno la religione.
Riguarda la Vita nel suo aspetto più ampio e trasversale.
Esempio: quanta Fede hai nel fatto che la Vita ti metterà sempre nei posti più congeniali alla tua evoluzione e in cui affronterai esattamente quello che ti serve?
Qui, c’è già l’inghippo: a parole è facile pensare che la sofferenza ci porti ad una qualche forma di trasformazione, ma nei fatti è tosta.
Starci dentro è tutta un’altra cosa.
È normale: l’Anima GUIDA ed apre sempre la strada, seguirla è frutto di un Lavoro interiore che richiede una grande presa di responsabilità e azione.
Non è una roba che puoi credere o meno. La puoi solo VIVERE.
Ma, è da quel “non credo”che talvolta si parte.
Prendo spunto da quanto di magico ho vissuto durante la celebrazione del primo anniversario di dipartita del mio amato Papà e di mio Fratello, per opera della comunità dei missionari saveriani .
Il giorno prima, Padre Gianni – l’attuale superiore, mi ha detto, a chiusura di una chiacchierata lunghissima intervallata da un botta e risposta bellissimo (sembravamo amici da una vita!):
𝐹𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎𝑛𝑎 , 𝑡𝑟𝑎𝑛𝑞𝑢𝑖𝑙𝑙𝑎. 𝑉𝑒𝑑𝑟𝑎𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑉𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑖,𝑠𝑎𝑟𝑎̀ 𝑒𝑠𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ “𝑠𝑒𝑟𝑣𝑒”𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑒𝑟𝑎̀. 𝑁𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑜.
Per quanto ne fossi intimamente cosciente, sentirselo ribadire ieri è stato potente.
Difatti, il Vangelo del giorno, (peraltro, guarda il caso, esattamente i versetti a cui sono “profondamente legata”) recitava :
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: – « Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.
Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi» (𝐿𝑐 6,32).
Comprendo molto bene quanto difficile sia afferrare, con la mente razionale, queste parole.
Il nemico che vediamo puntualmente fuori di noi non è altro che la proiezione di un NOSTRO meccanismo interno, per l’ appunto, “nemico”.
Come direbbe l’ immenso Jung, vederlo dentro di noi non è cosa facile e per questo, ci serve qualcuno che ne faccia le veci, al di fuori di noi.
No, questo non vuol dire giustificare l’operato dell’altro nei nostri confronti, tantomeno, incorniciarlo di virtù e beltà, ma vederlo per quello che è: spogliato dal suo io, la dinamica che ci tira fuori è l’occasione migliore che la vita ci pone davanti per meglio indagarci dentro.
Ci sarebbe tantissimo da approfondire, anche solo sull’espressione “porgere l’altra guancia”, del resto, il Vangelo è il manuale d’elezione del Lavoro su di sè. Mi limito ad anticipare che se riusciamo a tenere dentro la tensione che l’attrito con il nemico provoca, possiamo , di fronte a quella che percepiamo come una offesa, anzichè re-agire, porgere l’altra guancia – cioè – quella della consapevolezza ( l’attitudine di chi fa tesoro dell’accaduto dopo aver compreso che ciò più che una minaccia, rappresenta una straordinaria opportunità per lavorare su di sè.
Che gran peccato però che le parole del più grande psicoterapeuta di sempre, il Cristo nell’attitudine del Maestro Gesù, vengano puntualmente attribuite alla religione, ragion per cui, i temi che io stessa tratto nel mio lavoro , corrono questo rischio che mi assumo peraltro, super volentieri.Accendere il fuoco della conoscenza e della consapevolezza è del resto ciò che muove chi si ri-conosce nel raggio del Maestro al Servizio della Gerarchia tutta.
Lo so che non percepite il mondo all’interno di voi. Lo so che non SENTITE che state attirando tutte le persone e le situazioni della vostra vita. Lo so che pensate che il mondo sia quello che vedete e non vi rendete conto di non avere occhi per vedere. Per questo c’è la FEDE.Salvatore Brizzi
Grazie di vero cuore a Padre Giovanni Battista del quale apprezzo l’ ironia spiccata che ci ha reso complici, lo straordinario Padre Angelo Berton, Anima al Servizio che tocca il cuore e lo Spirito con una Verità, una umiltà e una devozione che mi hanno mandata in brodo di giuggiole.
Cerimoniare la Vita in una comunità di Missionari che si sono messi al Servizio nelle più svariate regioni del Pianeta è stato un grande onore.
Condividere il momento con tutti coloro che amano la mia famiglia (alcuni pur non avendola mai incontrata dal vivo!) ed essere accompagnati dai testi musicali che ho scelto per l’occasione, semplicemente un dono che non sento essere “solo mio” e per questo in me trabocca il desiderio di trasferirlo a chiunque possa incrociare il mio cammino di devozione e amore per il lavoro interiore.

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