Quante volte ti sei innamorato?

Di tutta probabilità i segnali sono stati gli stessi anche per te: è bastato guardare negli occhi quella persona e lo hai sentito forte e chiaro. Tutto il tuo sistema nervoso ha iniziato a parlarti come mai prima d’ora: l’ ipotalamo ha liberato un fiume di sostanze chimiche , la dopamina impenna caricandoti di euforia.

Diversi anni fa, un neurologo con cui abbiamo collaborato insieme ad un progetto ambizioso, mi ha spiegato che nell’innamoramento è coinvolta tra tutte, una molecola: il nerve growth factor (NGF) detto anche fattore di crescita nervoso che regola, appunto, la formazione del sistema nervoso. E’  provato scientificamente che la sua concentrazione nel sangue, raggiunge livelli molto più alti nelle persone coinvolte nella prima fase dell’innamoramento.

Una cosa è certa: non ci innamoriamo quasi mai di chi incarna il nostro modello di partner ideale. E’ per questa ragione che occorre distinguere tra coppia effettiva e  coppia ideale. La maggior parte di noi, prima di accedere alla seconda, “si trova nella necessità” di dover sperimentare la prima che è quella in cui la dose di romanticismo, spensieratezza e giocosità assume un carattere prestazionale e rilascia i suoi effetti nel breve termine. E’ per antonomasia la coppia delle discussioni, delle recriminazioni emotive, dei grandi patimenti elaborati fino a notte fonda.

Ma esiste un aspetto interessante che rende quasi indispensabile la sperimentazione della coppia effettiva: la  straordinaria opportunità di lavorare sulle nostre ferite e zone d’ombra, la possibilità di andare a rintracciare il nostro bambino interiore per comprendere dove s’è arenato e rimetterlo sulla carreggiata della forma d’Amore sorgente: quella per noi stessi. Sulla necessità di prendersi cura del bambino al nostro interno approfondisco in quest’articolo : https://florianamaraglino.it/da-grande-divento-madre-e-padre-di-me-stesso/

E’ già nell’utero di nostra madre che veniamo attraversati da vere e proprie mareggiate fisiche ed emotive che andranno a creare l’impasto perfetto di una “ferita “. Si tratta di un vero e proprio imprinting energetico ben impresso nell’inconscio sotto forma di movimenti elettrici che interessano il corpo astrale e quello fisico muscolare.

Si tratta di una vibrazione impressa nei tuoi comportamenti, nella musica che ascolti, nella tua postura, nel tuo modo di sederti, di correre, di mangiare, di guidare, di abbracciare e interagire fisicamente con l’altro e che spesso si sostanzia in una reazione routinaria nelle relazioni, una sorta di schema ricorrente che ti porta ad attrarre sempre lo stesso tipo di persona.

Talvolta, non è facile identificarla tanto s’è incarnata in noi.

Ora, mi auguro tu non faccia assolutamente parte di chi imputa il fenomeno alla signora sfiga ma sceglie di usarlo come prezioso indicatore del proprio livello evolutivo.

Perchè sì, per quanto dolorosa possa essere la ferita che ti abita, non sarà concentrandoti sul fastidio che l’altro ti provoca che la curerai, ma al contrario iniziando a cambiare il paradigma con cui la guardi. Ripetiamo insieme: gli altri non sono cattivi.

Così come non lo sei tu, ma credimi, prima inizierai a svincolarti dal ruolo della vittima e prima ne uscirai.

Ma perchè innamorarsi proprio di quella persona e non di un’altra? E cosa c’entrano le ferite?

Siediti comodo e respira. La tua ferita ha un debole incredibile proprio per quella persona che più di ogni altra riesce fedelmente a riproporla grazie ad uno schema di comportamento in cui la ferita, sempre lei, può scivolare facilmente con un pesce nella rete.

Ti fa arrabbiare vero?

Non serve. Serve restare lucidi  ragazza/o mia/o.

Come non ti serve, in questa fase, riprodurre a iosa la pellicola del cuore di sir Walt Disney. Non ci sarà nessun principe e nessuna principessa, ma una coppia di reciproci Maestri che attraverso la coppia sperimentano la loro personale terapia di guarigione di quelle ferite.

Sì, hai sentito bene, reciprocamente.

Benedicilo dunque quel partner che solitamente maledici. Perchè se ha toccato così profondamente quella ferita su cui tu per prima non fai che spargere sale, ti sta solo facendo un dono. Il regalo di conoscerti attraverso di lui/lei con la sua straordinaria puntualità di far emergere tutte le tue ombre grazie a quello che dice, che fa o non fa, grazie alle montagne russe dei suoi malumori.

Per sempre? No, tranquilla/o. Giusto il tempo che serve a vedere quella ferita. Curarla. Integrarla. Amarla.

una parte siamo stati educati a un ideale di coppia da fiaba, dall’altra ci portiamo dietro un bambino ferito che vuole essere guarito dai suoi traumi inconsci.

Siediti un attimo e pensaci: hai mai trovato là fuori quella persona che ti fa sentire esattamente come desideri o per caso, più manifesti quel bisogno e meno il partner del momento è disposto a soddisfarlo?

Lo so, pacca in spalla per te. Per te che hai l’oro tra le mani e forse adesso non te ne puoi rendere conto. Per questa ragione, datti tempo. Il tempo di innamorarti di te e poi di chi vuoi tu!

(ed anche in questo caso, se vuoi approfondire ne parlo qui prima innamorati di te e poi di chi vuoi tu

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