
Capitano tutte a me – non bastava aver sofferto, la cose persino peggiorano – Floriana pensavo di aver giΓ dato e invece tutto precipita sempre piΓΉ nella mia vita,Β sono solo alcune delle frasi che riempiono la mia casella di posta.
Ha senso.
QuandoΒ un equilibrio si rompe nella nostra vita a causa di un “imprevisto”, un incidente di percorso, una crisi esistenziale, una routtura relazionale o un lutto, tutto sembra peggiorare.
Noi ci spaventiamo, ma Γ¨ funzionale.
Talvolta, necessario. Vitale.
PuΓ² succedere di scivolare nella tristezza o di tornare a chiedersi perchΓ¨, l’esistenza, sembra “essersi accanita proprio con noi”.
La veritΓ Γ¨ che non c’Γ¨ niente e nessuno a volere il nostro disagio e la sensazione di avere nemici fuori ha sempre a che fare con il narcisismo patologico di un ego che si illude di poter controllare gli eventi , credendo di “poter fare qualcosa” e in generale, di “far accadere la vita”.
Nulla mai accade per caso e quando diciamo sΓ¬ al dolore senza combatterlo, la naturale conseguenza Γ¨ quellaΒ di veder attivata una pulizia profonda dentro e fuori di noi: mentre siamo immersi nella sofferenza infatti non Γ¨ facile “vederci chiaro”, maΒ se ci lasciamo trasportare prima o poi finiremo con l’attraccare da qualche parte. In men che si immagini ci troveremo in un nuovo porto (una nuova stagione della nostra vita) in cui non solo respirare ma anche ricominciare. Del resto Γ¨ solo toccando il fondo che si puΓ² risalire e ri-partire con nuove consapevolezze.

La mancanza di fede non puΓ² che ostacolare l’esistenza che sta giΓ svolgendo, qui e adesso, il suo magistrale “compito” ma il suo piano si rivelerebbe al meglio se solo imparassimo a “toglierci di mezzo” .
Ma Γ¨ piΓΉ forte di noi: dobbiamo sempre interferire, pungolare , elucubrare sui possibili risvolti di una faccenda perchΓ¨ noi sΓ¬ che sappiamo come le cose “devono andare”.
Naturalmente le leggi dello Spirito sono meravigliosamente spietate e nella loro manifestazione ci sbattono in faccia esattamente ciΓ² che piΓΉ ci fa arrabbiare:
NON SIAMO proprio NESSUNO per conoscere il modo in cui la vita e Dio attraverso di lei, “ci debba trattare”.
Smettere cosΓ¬ di ostacolare l’esistenza richiama il riflettore sul tema del “ lasciar andare” spesso frutto di interpretazioni fuorvianti.
Pensare di “dover lasciar andare” infatti implica l’esistenza di un “qualcuno”, un ente separato – che decide chi o cosa recidere dalla propria vita sigillando una chiusura con fatti, eventi e persone.
La veritΓ Γ¨ che come ci insegna la natura quando le foglie ormai secche di un albero lo lasciano spoglio preparando una nuova fioritura, il lasciarsi scivolare nella resa a quel che Γ¨ non Γ¨ un passaggio da ri-cercare perchΓ¨ la Fede nell’esistenza fa sΓ¬ che sia sia l’abbandono stesso a fondersi con la nostra fiducia.
LA VITA LO SA BENE cosa serve fare: ringraziala , levati di torno e lasciala fare.
Il tema del ” lasciar andare ” Γ¨ centrale nel passaggio generosamente offerto dal solstizio d’inverno, conoscerne il significato, penetrarlo nell’essenza e non semplicemente nella forma e nella “formula” rituale Γ¨ la chiave per lasciarsi attraversare.
Fino a due anni fa mi piaceva accompagnare le persone in questo passaggio attraverso rituali da me guidati. Poi, non mi Γ¨ stato possibile perchΓ¨ avevo da prepararmi ad un passaggio famigliare decisamente singolare – la morte di mio Pdre- ed Γ¨ stato potente per me, rendermi conto, proprio in queste ore che no, non avevo chiuso un bel niente. Del resto sarebbe stata una fanaticheria spiritualoide anche solo poterlo immaginare.
Come cavolo fai a ritualizzare una morte a cui mai, ti vorresti preparare?
Poi perΓ² accade che ti getti Anima e Cuore nel lavoro interiore ancor piΓΉ radicalmente e no, non esiste nient’altro che quel chiodo fisso dell’Attenzione: la piΓΉ alta forma di potere, l’anticamera privilegiata della sensazione di Essere VIVI senza rispondere piΓΉ ad alcun dovere.
Ad una sola eccezione : inchinarsi nel seguitare, solo, i dettami della propria Anima.
Accade così che proprio questa delicata e possente Signora, mi abbia portato in un luogo a me sconosciuto, esattamente quando meno me lo sarei aspettato: lo spazio del Fato in uno stato di totale resa, zero aiuto.
Fuori da ogni congettura etimologica o concettuale , Γ¨ questo lo spazio in cui mi Γ¨ stato dato il dono di vivere profondamente l’abbandono.
Perchè te ne parlo?
Da tempo immemore lo ricacciamo sotto il tappeto, nella puerile illusione di sottrarci alle nostre stesse catene e poveri ingenui ci ritroviamo a fissarle piΓΉ strette, noi stessi.
Non lo vuoi ammettere e ti capisco, ma il Ciel lo sa sempre quanto tu ti senta abbandonato: dall’amico, dal partner, dagli ex e persino dal conoscente che a stento sai chi Γ¨.
Abbandonato dall’esistenza, da Dio ma mai, da TE.
E’ questo il punto : ti sei mai chiesto perchΓ¨ non t’abbandoni te?
Sì, sentimentalmente sei portato a pensare che tu per prima ti sei lasciato andare ma questo caro mio, non ha a che vedere con la profondità del lasciarsi abbandonare, a cominciare dalle idee che hai su di te e su come la vita, dovrebbe andare.
Se t’abbandonassi davvero infatti , sperimenteresti la piΓΉ tenace veritΓ del discepolo guerriero:
TU , SOLO, NON SEI STATO MAI.
Abbandonarsi all’abbandono, senza definizioni, etichette diagnostiche (e basta!) diktat spirituali , paroloni e sermoni – Γ¨ il VERO DONO.
E allora, lasciati andare.
Saper chiudere Γ¨ un ‘arte e la Via che ti aprirΓ al saper , autenticamente Amare.
Amare tutti i tuoi torti, i tuoi amori tossici, le tue disgrazie, i tuoi errori e sì, pure gli orrori.
Amare chi sei diventato nel mentre, abbracciare autenticamente, ESSERE senza supposizioni, vivere senza condizioni.
Abbandonati, ritrovati.
E se ti va, puoi farmi sapere come Γ¨ stato (trovi il form per contattarmi qui sotto)
Ti aspetto,
Floriana

