Nessun altro momento se non questo per osservare un caso fenomenologico di una simile portata geopolitica e societaria: ci crediamo beffardamente vivi, ma di fatto, ci muoviamo nel mondo come zombie.

Nè più nè meno.

Pensare al gennaio dei buoni propositi dove troneggia la speranza che le cose possano cambiare è come sperare che la morte ponga fine all’ultima delle tribolazioni terrestri.

Ci piacerebbe lo so ma…no. Si riprende esattamente da dove avevamo lasciato. Questo di per sè è sufficiente a realizzare che il 2021 non è certamente un anno iniziato molto male come continuo a leggere nelle sempre più compulsive condivisioni sul web.

Semplicemente, stiamo riprendendo in mano la matassa in cui ci siamo imbrigliati capo e collo sinora, ciascuno in modalità più o meno asfissianti.

Ma come si fa a recuperare il bandolo? Di tutta probabilità per comprendere meglio ciò che accade ” là fuori” ci aiuterebbe recuperare l’ immagine strutturale di una Scuola.

Chi la compone nei ruoli che legittimano il suo esistere al di là di protocolli e modalità didattiche varie ed eventuali?

– i bambini ( scuola elementare)
– gli adolescenti ( scuola media e superiore)
– gli Insegnanti
– il Preside

Lungi dal disquisire sulle specifiche di ciascuno, certo è che la lezione cardinale non sono venuta di certo ad apprenderla solo i primi e i secondi.

Tutti , NESSUNO escluso, concorrono a manifestare quell’ aspetto vibratorio senza il quale non ci sarebbe scontro, coesione, confronto, incontro, fuga, evasione, ribellione, APPRENDIMENTO.

” Ah beh, ma noi ci siamo già andati a scuola potrebbe obiettare qualcuno”.

E cosa abbiamo imparato?
Davvero ci basta pettinarci l’ ego a suon di equazioni e  guerre puniche lette, ripetute a memoria, sempre e solo ferme sul piano mentale?

Ci fosse qualcuno che si chiede se mai abbiamo imparato cosa è divenire -Uomini Veri- realizzando l’ Essenza  sfidando la forma dei perfetti manichini con cui ci illudiamo persino di poter guidare il Mondo e gli altri a suon del nostro esempio.

Ma quale esempio? Cosa abbiamo da offrire? Chi Siamo?
Dove stiamo andando?

Io negli anni ho realizzato che ho creduto, illusoriamente, di portare a casa tantissime lezioni in quegli anni ( e gli altri a venire) ma in pratica, NESSUNA.

Erano tutte lì, ferme nel piano mentale già bello e intasato di grossolane argomentazioni.

Un indottrinamento continuo totalmente VUOTO DI PRATICA.
Un mero e sterile esercizio intellettuale completamente fine a se stesso se non funzionale a VIVERE intonando senza se e senza ma il proprio canto libero.

Leoni sempre e solo a parole ( oggi oserei dire dietro uno schermo), ….nei fatti.

Se provassimo tutti quanti ad ampliare i sensi lo noteremmo senza troppo sforzo: prima si riempivano i quaderni di teorie ed argomentazioni, ora i social network (su cui ci auto -proclamiamo leoni sempre e solo a parole, nell’assurda pretesa di aver compreso tutto e tutti, indistintamente). E quanto ci garbano quelle di uno e decisamente meno quelle di un altro, lo decide un pollice in su se scegliamo la neutralità, altrimenti si va di faccine corrucciate o tristi, se invece ci va bene le stesse diventano amorevoli e sputa cuori.

No, non c’è da essere ” POSITIVI” E ” SPERARE CHE TUTTO QUESTO INCUBO FINISCA PRESTO ” alla stregua del – tanto per fluidificare la metafora scolastica – ” speriamo che la prof non mi interroghi oggi”

LA VITA STA INTERROGANDO PROPRIO QUI, PROPRIO ORA,

ME

TE

LUI, LEI, LORO.
NOI.

TUTTI.

Dal primo all’ ultimo. 

I banchi di scuola NON li abbiamo MAI lasciati.

Ve ne siete accorti?

C’è chi propende per l’ ” occupazione” e i cortei facinorosi e chi per le manifestazioni di classe più docili e gentili.

In un caso e nell’ altro non sto osservando una verità essenziale. Qual è?

A ciascuno la propria intima e sempre rispettabile risposta.

Ciò che fiammeggia nella Sovranità del Cuore MAI potrà essere vinto da qualsivoglia costrizione.

 

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